
Gli orti di domani
Cosa sono “Gli Orti di Domani“?
Prima di tutto sono la risposta ad una domanda: come si può aiutare l’integrazione sociale ed economica dei richiedenti asilo nel settore agricolo mantenendo allo stesso tempo una forte impronta di legalità, consapevolezza e capacità personali.
Questa domanda, questa esigenza, ha dato vito ad una straordinaria collaborazione con la Chiesa Valdese attraverso il loro fondo dell’Otto per Mille. Nel nostro certo di Zerman abbiamo infatti realizzato delle serre e delle colture orticole che hanno dato modo a 18 dei nostri ospiti di specializzarsi in 280 ore di formazione, di imparare a coltivare, seminare, vivere la vita più vicina alla terra e vedere crescere i frutti del proprio lavoro. Questo non solo ha aiutato loro a ritrovare fiducia nelle proprie capacità, ma ha dimostrato come sia possibile un’integrazione sana attraverso il lavoro agricolo, senza passare per pratiche di sfruttamento purtroppo ancora diffuse.
In questo percorso di crescita si è anche inserita la collaborazione con la Cooperativa Agricola Sociale Topinambur, realtà storica del trevigiano che da anni si occupa di inclusione e che è specializzata in produzioni biologiche certificate. Questa collaborazione ha esaltato ancora di più i risultati ottenuti dai ragazzi attraverso il loro lavoro ed ha garantito la qualità del prodotto finale.

Il progetto si è sviluppato attraverso tre fasi ben distinte: colloqui di selezione, didattica ed accompagnamento al lavoro.
Nella prima di queste fasi i candidati sono stati selezionati attraverso dei colloqui e sono stati seguiti da uno psicologo e da un mediatore culturale, tutta l’azione del team è stata gestita dal coordinatore del progetto ed ha assicurato che i candidati fossero pronti e motivati.
La seconda fase, che si è svolta da Giugno a Settembre 2023, è stata caratterizzata dalle attività formative, che hanno permesso ai richiedenti asilo selezionati di sviluppare non solo le conoscenze tecniche e manuali, ma anche di potenziare la loro capacità nella lingua italiana. Questo è servito a creare anche una precisa consapevolezza dei vantaggi, dei diritti e dei doveri contrattuali che coinvolgono questo tipo di lavoro, aiutando a contrastare il fenomeno dello sfruttamento irregolare, in nero, dei lavoratori migranti.
Le 280 ore di formazione sono quindi state distribuite in una forma che tenesse a mente questi principi:
- 20 ore di italiano e preparazione al colloquio
- 20 ore di diritto del lavoro con particolare attenzione ai contratti
- 100 ore di orticultura, sia di teoria che di pratica
- 60 ore di agricoltura biologica, sia di teoria che di pratica
- 60 ore di tecniche viticole, sia di teoria che di pratica
- 20 ore di visite ad altre realtà agricole socialix
Durante la terza fare i richiedenti asilo sono stati accompagni al lavoro, nei mesi di Settembre ed Ottobre 2023, presso un’azienda padovana individuata dalla Cooperativa Hilal ed hanno ricevuto un attestato di partecipazione che evidenziasse le competenze acquisite nel percorso.